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Una descrizione della Marchesa Colombi

Mi si permetta di aggiungere che chi scrive ebbe la fortuna di conoscere di persona la Marchesa Colombi. Era il fatidico maggio 1915 (i giorni in cui l’Italia entrò in guerra), frequentavo la Scuola Tecnica Galileo Ferraris di Novara. Ma veniamo al fatto. La domenica pomeriggio a Novara la gente per bene era solita fare la passeggiata delle cinque. Da piazza Vittorio a piazza Cavour “facendo”. . .

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Il mondo della risaia

La marchesa Colombi descrive nei suoi romanzi e racconti non solo le Signore con i bei vestiti ma anche le contadine. Una di queste è Amalia in Cara Speranza In tutta la persona dell’Amalia si vedevano le traccie della vita e dei lavori delle risaie. Aveva ventisette anni ma ne dimostrava quaranta. Il volto era pieno di rughe, i capelli, folti sulla fronte, erano tanto radi. . .

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Una Novara diversa…

Chi lo direbbe che il quartiere di San Martino, oggi così a ridosso del centro storico un tempo non molto lontano era definito un sobborgo? leggiamo che cosa scrive la nostra Marchesa Colombi in Un matrimonio in provincia, edizione Interlinea p. 57 Finalmente lo conobbi, e gli parlai. Ecco la storia di quel giorno memorabile. Era la prima domenica d’ottobre, la festa del Rosario. Nel sobborgo. . .

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Un contributo critico

Maria Elena Dalla Gassa Maria Antonietta Torriani nasce il 1 gennaio del 1840 da Luigi, orologiaio, e Carolina Imperatori, maestra elementare. Ha una sorella più grande, Giuseppina, nata nel 1837. Dopo la morte prematura del padre le due sorelle vengono mandate in collegio. Ritorneranno in famiglia, nel 1847, quando la madre per necessità si risposerà con un vicino di casa, il maturo chimico Martino Moschini, fatto. . .

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Mercato che Passione !

L’estate inoltrata e piena aveva disegnato nel cielo un sole giallo intenso che Maria poteva scorgere nell’angolo a destra della grande vetrata che, dal salone della sua casa, volgeva lo sguardo sulla piccola piazza. Maria Antonietta, Maria come a me piace chiamare, teneva svogliatamente tra  le mani il suo ricamo lasciando che la stoffa , sulla quale il mazzo di rose stava prendendo vita, scivolasse pian. . .

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